Ultima modifica: 14 Maggio 2020

1. Preservare le modalità di una lezione ‘in presenza’

L’idea di fondo, nel progettare e realizzare oggetti ArAl-DaD, è quella di preservare il più possibile, fatte le debite differenze, le modalità di una lezione ‘in presenza’, in cui agli alunni sia dato lo ‘spazio’ per esplorare autonomamente situazioni aperte. Ci pare questo, pur con gli ostacoli e le difficoltà che comporta, un punto dirimente e irrinunciabile del modello ArAl-DaD rispetto ad oggetti, per quanto alcuni di ottima fattura, in cui l’insegnante accompagna passo passo l’alunno nello sviluppo dell’attività, suggerendo implicitamente (o esplicitamente) possibili percorsi e soluzioni. Crediamo che oggetti DaD di questo tipo, che pure richiedono all’insegnante un lavoro notevole di progettazione e di elaborazione, anche quando siano riconducibili ad Unità del Progetto ArAl, finiscano per ‘mettere da parte’ i presupposti teorici su cui il Progetto si fonda, snaturando il valore metodologico delle proposte e in definitiva non siano efficaci ai fini di una ‘costruzione’ personale del sapere. Poiché un dato che sta emergendo dalle esperienze condotte finora è la difficoltà ad affrontare ‘a distanza’ competenze e argomenti del tutto nuovi per gli alunni, anche per la mancanza di esperienza da parte dei docenti, si suggerisce di costruire oggetti DaD su argomenti già affrontati in classe prima della chiusura delle scuole, riferiti quindi a temi e competenze già noti agli alunni.