(Dalla Nota 15, pag. 92, Unità 12) Nella scuola primaria le marche, molto diffuse e presenti praticamente in tutti i libri di testo, determinano una pericolosa opacità dal punto di vista del contenuto matematico. Il percorso classico inizia con l’abaco (per esempio: 8 palline sull’asta delle centinaia, 7 su quella delle decine, 6 su quella delle »
2013/2014, Istituto Comprensivo I. Svevo, Trieste Scuola Primaria B. Marin, 1C, Maria Grazia Della Picca Un gioco in classe per imparare l’addizione e la sottrazione, la scoperta del linguaggio matematico per raccontare situazioni, l’approccio a Puppet Pals con disegni, animazioni e commenti sonori realizzati dai bambini, la gioia di vedere proiettato “il film” fatto tutti »
(Unità 12, FAQ-M 6, pag 32) È opportuno variare sia l’andamento delle sequenze, disponendole lungo percorsi curvilinei, che il loro verso, in modo da evitare la fissità legata alla scrittura sinistra-destra. È più semplice evitare tale fissità quando si lavora con successioni materiali costruite su un tavolo o sul pavimento, attorno alle quali gli alunni »
(Unità 12, FAQ-M 7, pag 32) La localizzazione del primo elemento riconduce al concetto generale di verso della fila. In esperienze concrete con persone o oggetti la situazione è semplice se la fila ha un inizio concordato o se vi è una convenzione implicita. Per esempio: se le sedie colorate sono una dietro l’altra è »
(Unità 12, FAQ-M 5, pag 32) Conviene interrompere la successione con un modulo non completo. Questo favorisce l’intuizione di ‘qualcosa che continua’.
(Unità 12, FAQ-m 2, pag 32) Quando si propone una collezione regolare di disegni o di oggetti bisogna che ci sia un numero sufficiente di elementi per ricostruire il modulo con buona attendibilità. È necessario cioè presentare una successione ‘onesta’, mettendo a disposizione degli alunni un frammento che consenta il riconoscimento del modulo senza ambiguità. »
(Unità 12, FAQ-M 3, pag 32) La terminologia corretta va conquistata attraverso l’evolversi del linguaggio. I primi termini proposti dagli alunni riflettono in genere le loro esperienze, per esempio il modulo viene chiamato ‘timbro’, ‘regola’, ‘vagone’; la successione ‘cornicetta’, ‘catena’, ‘treno’. È prudente evitare ‘ritmo’ perché l’esperienza mostra che questo termine è attribuibile sia alla »
(Unità 12, FAQ-m 2, pag 33) Anche gli alunni molto giovani colgono intuitivamente l’idea che una successione ‘non finisca mai’ (si può immaginare che essa continui dopo la porta, e poi fuori dalla scuola, ecc., oppure si può ricorrere ad aspetti fiabeschi, incantesimi, e così via). Parlare, anche in forma di gioco, di questo aspetto, »
(Unità 12, FAQ-m 2, pag 31) I concetti base sono sei: successione, elemento della successione, elemento di inizio della successione, modulo, elemento del modulo, lunghezza del modulo. È normale che essi rimangano confusi per un periodo lungo – anche fino a tutta la seconda primaria – soprattutto per quegli alunni per i quali il gioco »
(Unità 12, FAQ-m 1, pag 31) Soprattutto con gli alunni più giovani, conviene predisporre delle immagini con sequenze di segni che si ripetono regolarmente e altre che si ripetono con qualche irregolarità e invitare gli alunni ad osservare e a commentare differenze e somiglianze. È probabile che sia necessario del tempo per far emergere le »