(Unità 12, FAQ-D 7, pag 25) Se l’insegnante chiede di spiegare, di fatto chiede di argomentare. Questo comporta la delega all’alunno ad assumersi la responsabilità di costruire una frase che esprima ciò che egli in quel momento è in grado di esprimere. L’insegnante deve accettare le conseguenze di questa scelta. L’argomentazione spesso rivela errori concettuali, »
(Unità 12, FAQ-D 6, pag 24) Immaginiamo che l’insegnante chieda ad un alunno il colore del 35° elemento di una successione modulare basata sull’alternanza di vari colori. Un alunno risponde correttamente ‘Rosso’. L’insegnante, compiaciuto, accetta la risposta, anche se dentro di sé, forse senza rendersene davvero conto, avrebbe preferito sentire una corretta argomentazione quale: “Il »
(Unità 12, FAQ-D 5, pag 24) È necessario – questo è un aspetto metodologico fondativo – invitare costantemente gli alunni a chiarire i concetti che desiderano esprimere, con tanto di – per esprimerci con un vecchio luogo comune – soggetto, predicato, complemento. Bisogna giungere a condividere il principio che ognuno di essi è il primo »
Interventi produttivi perché consentono agli allievi di comprendere come porsi di fronte alle consegne e di capire che la risposta deve essere l’esposizione, il più possibile chiara e circoscritta, dei loro ragionamenti. Inviti gestuali Invito a socializzare una spiegazione Invito a riformulare la propria argomentazione Invito a riformulare l’argomentazione di un compagno Invito alla collaborazione »
(A) interventi frequenti nella prassi didattica, poco produttivi, da evitare. Domande ‘a botta e risposta’ Domande ‘a completamento’ o ‘a risposta obbligata’ (effetto Topaze) Domande apparentemente dubitative di fatto asseverative Domande interlocutorie a risposta corale Sì No Domande ‘perché’ non sorrette dal ‘come’ Domande generiche che lasciano spazio alle risposte più disparate
(Unità 12, FAQ-D 4, pag 23) Un insegnante dirigista non sempre devolve alla classe la validazione (v. FAQ-D 5 e FAQ-D 11) di quanto gli allievi dicono, esprime giudizi negativi espliciti senza giustificarli e giudizi positivi suffragati da espressioni enfatiche o gesti che orientano la classe verso ciò che considera corretto. Traspare la tacita tensione »
(da Unità 12, pag. 8) I Diari e gli altri materiali acquisiti nel corso delle sperimentazioni all’interno del progetto ArAl costituiscono la base del processo che conduce alla scrittura di ogni Unità della Collana. Ma a monte di questo loro utilizzo i Diari svolgono un ruolo basilare nella formazione dei docenti che partecipano al progetto. »
(Unità 12, FAQ-D 3, pag 22 L’insegnante di frequente realizza una pseudo-discussione, cioè un insieme di ‘frammenti di discorso’ che spesso non si cura di ripercorrere con la classe per riorganizzarli in una costruzione organica di pensiero. Il rischio è che la conoscenza venga costruita sì collettivamente, ma senza una reale condivisione, perché ogni alunno »
(Unità 12, FAQ-D, pag 21) L’abitudine a verbalizzare le riflessioni fa parte di un abito mentale che l’insegnante deve cercare di costruire in sé e negli alunni. Però non è sufficiente stimolare la verbalizzazione se essa viene intesa dall’allievo come accettazione del compito formale di intervenire dicendo la propria opinione in riferimento ad una data »
“Dai fregi alle successioni aritmetiche” 2012/2013, IC di Ittiru (SS), prima secondaria, Giovanna Donatella Sanna Tre commentatori, 6 pagine, 23 commenti scarica pdf Il diario, molto ben documentato da immagini di attività d’aula e alunni in fase di elaborazione dei protocolli, sviluppa attività tratte dall’Unità 12; è solo parzialmente una trascrizione di una audioregistrazione perché »